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Aldo Moro - Il sequestro
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Il 22 marzo 1986 il faccendiere siciliano, in s... (altro) Aggiunto: 22 gennaio 2008 Il 22 marzo 1986 il faccendiere siciliano, in stretti rapporti con Mafia, P2 e Vaticano, muore avvelenato nel supercarcere di Voghera. E' appena stato condannato all'ergastolo per l'omicidio del banchiere Ambrosoli. Omicidio o suicidio?
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Il 22 marzo 1986 il faccendiere siciliano, in s... (altro) Aggiunto: 22 gennaio 2008 Il 22 marzo 1986 il faccendiere siciliano, in stretti rapporti con Mafia, P2 e Vaticano, muore avvelenato nel supercarcere di Voghera. E' appena stato condannato all'ergastolo per l'omicidio del banchiere Ambrosoli. Omicidio o suicidio?
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(ricaricato dopo la censura e sospensione del mio vecchio canale) Soggetto e regia Filippo Porcelli Film realizzato in occasione del 25° anniversario della strage alla stazione di Bologna con il COMITATO DI SOLIDARIETA' ALLE VITTIME DELLE STRAGI e l'ASSOCIAZIONE TRA I FAMIGLIARI DELLA STRAGE ALLA STAZIONE DI BOLOGNA DEL 2 AGOSTO 1980; presentato a conclusione del concerto del 2 agosto a Bologna in Piazza Maggiore e proiettato durante la giornata nei bus e in vari luoghi della città Cortometraggio avuto per gentile concessione dell'Associazione Tra i Familiari Delle Vittime della Strage alla Stazione di Bologna del 2 Agosto 1980 Visita il sito: www.stragi.it strage bologna stragi segreto segreti stato strategia tensione 1980 servizi terrorismo governo fascismo piero1979
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(ricaricato dopo la censura e sospensione del mio vecchio canale) Soggetto e regia Filippo Porcelli Film realizzato in occasione del 25° anniversario della strage alla stazione di Bologna con il COMITATO DI SOLIDARIETA' ALLE VITTIME DELLE STRAGI e l'ASSOCIAZIONE TRA I FAMIGLIARI DELLA STRAGE ALLA STAZIONE DI BOLOGNA DEL 2 AGOSTO 1980; presentato a conclusione del concerto del 2 agosto a Bologna in Piazza Maggiore e proiettato durante la giornata nei bus e in vari luoghi della città Cortometraggio avuto per gentile concessione dell'Associazione Tra i Familiari Delle Vittime della Strage alla Stazione di Bologna del 2 Agosto 1980 Visita il sito: www.stragi.it strage bologna stragi segreto segreti stato strategia tensione 1980 servizi terrorismo governo fascismo piero1979
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Maxiprocesso mafia tenutosi nell'aula bunker del carcere dell'Ucciardone di Palermo ai vari esponenti mafiosi dell'epoca. Bernardo Provenzano Leoluca Bagarella Salvatore Toto' Riina Pietro Aglieri Giovanni Brusca Benedetto Nitto Santapaola Michele Greco il papa Luciano Liggio Giuseppe Pippo Calò Gaspare Mutolo Francesco Marino Mannoia collaboratore di giustizia Leonardo Messina Stefano Bontade Gaetano Badalamenti Benedetto Spera Salvatore Lo Piccolo Giovanni Inzerillo Mannino Di Maggio Gambino Tommaso Buscetta boss dei due mondi Salvatore Totuccio Contorno Antonino Calderone Leonardo Vitale Giusepppe Di Cristina Vincenzo Filippo Rimi Michele Navarra Antonino Nino Giuffrè giudice Giovanni Falcone Paolo Borsellino Libero Tano Grassi Giuseppe Di Lello Leonardo Guarnotta Antonino Caponnetto Francesca Morvillo Antonio Montanaro Rocco Di Cillo Vito Schifani Giuseppe Costanza Agostino Catalano Vincenzo Li Muli Walter Cosina Claudio Traina Emanuela Loi Antonio Scopelliti Mauro Ristagno Antonino Saetta Rocco Chinnici Padre Pino Puglisi Pio La Torre. Giudice a latere PIERO GRASSO
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Maxiprocesso mafia tenutosi nell'aula bunker del carcere dell'Ucciardone di Palermo ai vari esponenti mafiosi dell'epoca. Bernardo Provenzano Leoluca Bagarella Salvatore Toto' Riina Pietro Aglieri Giovanni Brusca Benedetto Nitto Santapaola Michele Greco il papa Luciano Liggio Giuseppe Pippo Calò Gaspare Mutolo Francesco Marino Mannoia collaboratore di giustizia Leonardo Messina Stefano Bontade Gaetano Badalamenti Benedetto Spera Salvatore Lo Piccolo Giovanni Inzerillo Mannino Di Maggio Gambino Tommaso Buscetta boss dei due mondi Salvatore Totuccio Contorno Antonino Calderone Leonardo Vitale Giusepppe Di Cristina Vincenzo Filippo Rimi Michele Navarra Antonino Nino Giuffrè giudice Giovanni Falcone Paolo Borsellino Libero Tano Grassi Giuseppe Di Lello Leonardo Guarnotta Antonino Caponnetto Francesca Morvillo Antonio Montanaro Rocco Di Cillo Vito Schifani Giuseppe Costanza Agostino Catalano Vincenzo Li Muli Walter Cosina Claudio Traina Emanuela Loi Antonio Scopelliti Mauro Ristagno Antonino Saetta Rocco Chinnici Padre Pino Puglisi Pio La Torre. Giudice a latere PIERO GRASSO
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Maxiprocesso mafia tenutosi nell'aula bunker del carcere dell'Ucciardone di Palermo ai vari esponenti mafiosi dell'epoca. Bernardo Provenzano Leoluca Bagarella Salvatore Toto' Riina Pietro Aglieri Giovanni Brusca Benedetto Nitto Santapaola Michele Greco il papa Luciano Liggio Giuseppe Pippo Calò Gaspare Mutolo Francesco Marino Mannoia collaboratore di giustizia Leonardo Messina Stefano Bontade Gaetano Badalamenti Benedetto Spera Salvatore Lo Piccolo Giovanni Inzerillo Mannino Di Maggio Gambino Tommaso Buscetta boss dei due mondi Salvatore Totuccio Contorno Antonino Calderone Leonardo Vitale Giusepppe Di Cristina Vincenzo Filippo Rimi Michele Navarra Antonino Nino Giuffrè giudice Giovanni Falcone Paolo Borsellino Libero Tano Grassi Giuseppe Di Lello Leonardo Guarnotta Antonino Caponnetto Francesca Morvillo Antonio Montanaro Rocco Di Cillo Vito Schifani Giuseppe Costanza Agostino Catalano Vincenzo Li Muli Walter Cosina Claudio Traina Emanuela Loi Antonio Scopelliti Mauro Ristagno Antonino Saetta Rocco Chinnici Padre Pino Puglisi Pio La Torre. Giudice a latere PIERO GRASSO
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Maxiprocesso mafia tenutosi nell'aula bunker del carcere dell'Ucciardone di Palermo ai vari esponenti mafiosi dell'epoca. Bernardo Provenzano Leoluca Bagarella Salvatore Toto' Riina Pietro Aglieri Giovanni Brusca Benedetto Nitto Santapaola Michele Greco il papa Luciano Liggio Giuseppe Pippo Calò Gaspare Mutolo Francesco Marino Mannoia collaboratore di giustizia Leonardo Messina Stefano Bontade Gaetano Badalamenti Benedetto Spera Salvatore Lo Piccolo Giovanni Inzerillo Mannino Di Maggio Gambino Tommaso Buscetta boss dei due mondi Salvatore Totuccio Contorno Antonino Calderone Leonardo Vitale Giusepppe Di Cristina Vincenzo Filippo Rimi Michele Navarra Antonino Nino Giuffrè giudice Giovanni Falcone Paolo Borsellino Libero Tano Grassi Giuseppe Di Lello Leonardo Guarnotta Antonino Caponnetto Francesca Morvillo Antonio Montanaro Rocco Di Cillo Vito Schifani Giuseppe Costanza Agostino Catalano Vincenzo Li Muli Walter Cosina Claudio Traina Emanuela Loi Antonio Scopelliti Mauro Ristagno Antonino Saetta Rocco Chinnici Padre Pino Puglisi Pio La Torre. Giudice a latere PIERO GRASSO
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Maxiprocesso mafia tenutosi nell'aula bunker del carcere dell'Ucciardone di Palermo ai vari esponenti mafiosi dell'epoca. Bernardo Provenzano Leoluca Bagarella Salvatore Toto' Riina Pietro Aglieri Giovanni Brusca Benedetto Nitto Santapaola Michele Greco il papa Luciano Liggio Giuseppe Pippo Calò Gaspare Mutolo Francesco Marino Mannoia collaboratore di giustizia Leonardo Messina Stefano Bontade Gaetano Badalamenti Benedetto Spera Salvatore Lo Piccolo Giovanni Inzerillo Mannino Di Maggio Gambino Tommaso Buscetta boss dei due mondi Salvatore Totuccio Contorno Antonino Calderone Leonardo Vitale Giusepppe Di Cristina Vincenzo Filippo Rimi Michele Navarra Antonino Nino Giuffrè giudice Giovanni Falcone Paolo Borsellino Libero Tano Grassi Giuseppe Di Lello Leonardo Guarnotta Antonino Caponnetto Francesca Morvillo Antonio Montanaro Rocco Di Cillo Vito Schifani Giuseppe Costanza Agostino Catalano Vincenzo Li Muli Walter Cosina Claudio Traina Emanuela Loi Antonio Scopelliti Mauro Ristagno Antonino Saetta Rocco Chinnici Padre Pino Puglisi Pio La Torre. Giudice a latere PIERO GRASSO
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Maxiprocesso mafia tenutosi nell'aula bunker del carcere dell'Ucciardone di Palermo ai vari esponenti mafiosi dell'epoca. Bernardo Provenzano Leoluca Bagarella Salvatore Toto' Riina Pietro Aglieri Giovanni Brusca Benedetto Nitto Santapaola Michele Greco il papa Luciano Liggio Giuseppe Pippo Calò Gaspare Mutolo Francesco Marino Mannoia collaboratore di giustizia Leonardo Messina Stefano Bontade Gaetano Badalamenti Benedetto Spera Salvatore Lo Piccolo Giovanni Inzerillo Mannino Di Maggio Gambino Tommaso Buscetta boss dei due mondi Salvatore Totuccio Contorno Antonino Calderone Leonardo Vitale Giusepppe Di Cristina Vincenzo Filippo Rimi Michele Navarra Antonino Nino Giuffrè giudice Giovanni Falcone Paolo Borsellino Libero Tano Grassi Giuseppe Di Lello Leonardo Guarnotta Antonino Caponnetto Francesca Morvillo Antonio Montanaro Rocco Di Cillo Vito Schifani Giuseppe Costanza Agostino Catalano Vincenzo Li Muli Walter Cosina Claudio Traina Emanuela Loi Antonio Scopelliti Mauro Ristagno Antonino Saetta Rocco Chinnici Padre Pino Puglisi Pio La Torre. Giudice a latere PIERO GRASSO
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Maxiprocesso mafia tenutosi nell'aula bunker del carcere dell'Ucciardone di Palermo ai vari esponenti mafiosi dell'epoca. Bernardo Provenzano Leoluca Bagarella Salvatore Toto' Riina Pietro Aglieri Giovanni Brusca Benedetto Nitto Santapaola Michele Greco il papa Luciano Liggio Giuseppe Pippo Calò Gaspare Mutolo Francesco Marino Mannoia collaboratore di giustizia Leonardo Messina Stefano Bontade Gaetano Badalamenti Benedetto Spera Salvatore Lo Piccolo Giovanni Inzerillo Mannino Di Maggio Gambino Tommaso Buscetta boss dei due mondi Salvatore Totuccio Contorno Antonino Calderone Leonardo Vitale Giusepppe Di Cristina Vincenzo Filippo Rimi Michele Navarra Antonino Nino Giuffrè giudice Giovanni Falcone Paolo Borsellino Libero Tano Grassi Giuseppe Di Lello Leonardo Guarnotta Antonino Caponnetto Francesca Morvillo Antonio Montanaro Rocco Di Cillo Vito Schifani Giuseppe Costanza Agostino Catalano Vincenzo Li Muli Walter Cosina Claudio Traina Emanuela Loi Antonio Scopelliti Mauro Ristagno Antonino Saetta Rocco Chinnici Padre Pino Puglisi Pio La Torre. Giudice a latere PIERO GRASSO
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Jhonny Stecchino - Le tre piaghe della sicilia Era una bella citta, ma ora, e' bellissima. Il sole, il mare, i fichi d'india, empedocle, archimede... purtroppo siamo famosi nel mondo anche per qualche cosa di negativo...le cosiddette piaghe Una di queste piaghe, e' l'etna, che quando si mette a fare i capricci distrugge paesi e villaggi, ma e' una bellezza naturale. Un'altra cosiddetta piaga, e' la siccita'. D'estate la terra brucia, essicca, ma e' la natura, e non ci possiamo fare niente Ma la dove possiamo fare, ma non facciamo, perche' in buona sostanza non e' la natura, ma l'uomo, dov'e'? E' nella terza e piu' terribile di queste piaghe che veramente infama la sicilia, e in particolare palemmo agli occhi del mondo. Lei mi ha gia' capito, io mi vergono a dirlo...e' il traffico! http://www.siletto.it/new/
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Jhonny Stecchino - Le tre piaghe della sicilia Era una bella citta, ma ora, e' bellissima. Il sole, il mare, i fichi d'india, empedocle, archimede... purtroppo siamo famosi nel mondo anche per qualche cosa di negativo...le cosiddette piaghe Una di queste piaghe, e' l'etna, che quando si mette a fare i capricci distrugge paesi e villaggi, ma e' una bellezza naturale. Un'altra cosiddetta piaga, e' la siccita'. D'estate la terra brucia, essicca, ma e' la natura, e non ci possiamo fare niente Ma la dove possiamo fare, ma non facciamo, perche' in buona sostanza non e' la natura, ma l'uomo, dov'e'? E' nella terza e piu' terribile di queste piaghe che veramente infama la sicilia, e in particolare palemmo agli occhi del mondo. Lei mi ha gia' capito, io mi vergono a dirlo...e' il traffico! http://www.siletto.it/new/
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Documentario del 1997 sulle vicende di Tangentopoli e Mani Pulite, a cura di Pino Corrias, Renato Pezzini, Roberto Capanna, Peter Freeman e Paolo Luciani. Parte 1 di 12. RECENSIONE DELL'EPOCA - DI ALDO GRASSO Quanto tempo è passato da "Mani Pulite"? Anni che paiono decenni, anni che ritornano solo per ricordare che nulla è cambiato. Tutto come prima, come sempre. L'umile magistrato Antonio Di Pietro tiene ora lezioni all'Università ed è attratto fortemente dal Palazzo, l'umile cronista Paolo Brosio monetizza in vario modo il baluginio della sua notorietà. Ma sono fatti marginali, quasi risibili. L'immagine più vivida dell'appartenenza di "Mani Pulite" alla notte dei tempi è quella dei due autori dell'inchiesta, Pino Corrias e Roberto Pezzini, infagottati in pesanti paltò, virati in bianco e nero. Segno che il programma (RaiDue, mercoledì, 20:50, 4 puntate) è uscito da una quarantena, da una camera di depurazione. SPOT. Eppure quegli spezzoni, quegli spot di memoria richiamati alla luce conservano ancora, per un attimo almeno, una forza dirompente. Raccontano come una intera classe politica abbia trasformato il dispositivo parlamentare dell'immunità in quello dell'impunità: era arrogante, irresponsabile, menzognera. Era? Raccontano che è sempre una sola cosa quella per cui la sopravvivenza diventa sopravvivenza: il poter dimenticare. E la lotta dell'uomo contro il potere è pur sempre la lotta della memoria contro l'oblio. Raccontano azioni avvenute pochi anni fa come se fossero vecchie di mille anni. Ogni personaggio, ogni sentimento è stato eroso dalla devastazione del tempo che scappa veloce. Nessuno rimedierà alle ingiustizie commesse ma tutte le ingiustizie saranno dimenticate: e questa è la somma ingiustizia. SILENZIO. Raccontano del tentativo, fra le urla della piazza, di annientare i colpevoli (nella logica inesorabile dei fatti il colpevole si condanna da sé, divorato dalla propria scelleratezza) ma anche del silenzio di quanti assistevano all'assassinio e tacevano, di quanti, oggi saldamente in sella, condannavano il malcostume a parole ma ne gioivano in cuor loro. "Mani Pulite" è la triste storia di un Paese che ha perso l'occasione per rigenerarsi e che ora pensa a come legalizzare la pratica tangentizia, considerandola un male necessario. "Mani Pulite" è programma fatto di simulacri, non di documenti, dove uno spezzone di TG è uguale a uno di Massimo Giletti, dove le testimonianze sono costrette a convivere in una situazione di eterna "blobita" (anche la perdita di storicità e di gerarchia è una forma di oblio). Finita la puntata, è andato in onda "Macao". La pietra tombale, il sigillo che tutto è come prima. (Corriere della Sera, 20 giugno 1997)
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Documentario del 1997 sulle vicende di Tangentopoli e Mani Pulite, a cura di Pino Corrias, Renato Pezzini, Roberto Capanna, Peter Freeman e Paolo Luciani. Parte 1 di 12. RECENSIONE DELL'EPOCA - DI ALDO GRASSO Quanto tempo è passato da "Mani Pulite"? Anni che paiono decenni, anni che ritornano solo per ricordare che nulla è cambiato. Tutto come prima, come sempre. L'umile magistrato Antonio Di Pietro tiene ora lezioni all'Università ed è attratto fortemente dal Palazzo, l'umile cronista Paolo Brosio monetizza in vario modo il baluginio della sua notorietà. Ma sono fatti marginali, quasi risibili. L'immagine più vivida dell'appartenenza di "Mani Pulite" alla notte dei tempi è quella dei due autori dell'inchiesta, Pino Corrias e Roberto Pezzini, infagottati in pesanti paltò, virati in bianco e nero. Segno che il programma (RaiDue, mercoledì, 20:50, 4 puntate) è uscito da una quarantena, da una camera di depurazione. SPOT. Eppure quegli spezzoni, quegli spot di memoria richiamati alla luce conservano ancora, per un attimo almeno, una forza dirompente. Raccontano come una intera classe politica abbia trasformato il dispositivo parlamentare dell'immunità in quello dell'impunità: era arrogante, irresponsabile, menzognera. Era? Raccontano che è sempre una sola cosa quella per cui la sopravvivenza diventa sopravvivenza: il poter dimenticare. E la lotta dell'uomo contro il potere è pur sempre la lotta della memoria contro l'oblio. Raccontano azioni avvenute pochi anni fa come se fossero vecchie di mille anni. Ogni personaggio, ogni sentimento è stato eroso dalla devastazione del tempo che scappa veloce. Nessuno rimedierà alle ingiustizie commesse ma tutte le ingiustizie saranno dimenticate: e questa è la somma ingiustizia. SILENZIO. Raccontano del tentativo, fra le urla della piazza, di annientare i colpevoli (nella logica inesorabile dei fatti il colpevole si condanna da sé, divorato dalla propria scelleratezza) ma anche del silenzio di quanti assistevano all'assassinio e tacevano, di quanti, oggi saldamente in sella, condannavano il malcostume a parole ma ne gioivano in cuor loro. "Mani Pulite" è la triste storia di un Paese che ha perso l'occasione per rigenerarsi e che ora pensa a come legalizzare la pratica tangentizia, considerandola un male necessario. "Mani Pulite" è programma fatto di simulacri, non di documenti, dove uno spezzone di TG è uguale a uno di Massimo Giletti, dove le testimonianze sono costrette a convivere in una situazione di eterna "blobita" (anche la perdita di storicità e di gerarchia è una forma di oblio). Finita la puntata, è andato in onda "Macao". La pietra tombale, il sigillo che tutto è come prima. (Corriere della Sera, 20 giugno 1997)
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La Strage di Capaci (chiamato in siciliano "l'attentatuni") fu un attentato mafioso in cui il 23 maggio 1992, sull'autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci (ma in territorio del comune di Isola delle Femmine) e a pochi chilometri da Palermo, persero la vita il giudice antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, anch'ella magistrato, e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro. Gli esecutori materiali del delitto furono almeno cinque uomini (tra cui Giovanni Brusca, che fu la persona che fisicamente azionò il telecomando da grande distanza al momento del passaggio dell'auto blindata del giudice, che tornava da Roma), i quali avevano riempito di tritolo un tunnel che avevano scavato sotto l'autostrada (per assicurarsi la buona riuscita del delitto, ne misero circa 500 kg) nel tratto che collega l'aeroporto di Punta Raisi (oggi "Aeroporto Falcone-Borsellino") al capoluogo siciliano. A tutt'oggi sono conosciuti soltanto i nomi degli esecutori materiali della strage, poiché le indagini mirate a scoprire i mandanti ed eventuali intrecci di natura politica non hanno prodotto risultati significativi.
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La Strage di Capaci (chiamato in siciliano "l'attentatuni") fu un attentato mafioso in cui il 23 maggio 1992, sull'autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci (ma in territorio del comune di Isola delle Femmine) e a pochi chilometri da Palermo, persero la vita il giudice antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, anch'ella magistrato, e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro. Gli esecutori materiali del delitto furono almeno cinque uomini (tra cui Giovanni Brusca, che fu la persona che fisicamente azionò il telecomando da grande distanza al momento del passaggio dell'auto blindata del giudice, che tornava da Roma), i quali avevano riempito di tritolo un tunnel che avevano scavato sotto l'autostrada (per assicurarsi la buona riuscita del delitto, ne misero circa 500 kg) nel tratto che collega l'aeroporto di Punta Raisi (oggi "Aeroporto Falcone-Borsellino") al capoluogo siciliano. A tutt'oggi sono conosciuti soltanto i nomi degli esecutori materiali della strage, poiché le indagini mirate a scoprire i mandanti ed eventuali intrecci di natura politica non hanno prodotto risultati significativi.
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Rosaria Schifani nei funerali del 25 maggio 1992 contro gli uomini della mafia: un discorso di elevata statura morale. Giovanni Falcone VIVE!!! Giovanni Falcone, (May 18, 1939 -- May 23, 1992) was an Italian magistrate who specialised in prosecuting Cosa Nostra crimes.Falcone was killed with his wife Francesca Morvillo (herself a magistrate) and three policemen: Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro, Vito Schifani, in Capaci on the motorway between Palermo International Airport and the city of Palermo on May 23, 1992.
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Rosaria Schifani nei funerali del 25 maggio 1992 contro gli uomini della mafia: un discorso di elevata statura morale. Giovanni Falcone VIVE!!! Giovanni Falcone, (May 18, 1939 -- May 23, 1992) was an Italian magistrate who specialised in prosecuting Cosa Nostra crimes.Falcone was killed with his wife Francesca Morvillo (herself a magistrate) and three policemen: Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro, Vito Schifani, in Capaci on the motorway between Palermo International Airport and the city of Palermo on May 23, 1992.


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