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Come acquistare Patria 1978-2008

Ma davvero è successo tutto questo? In un libro di novecento pagine, una cavalcata in quel vero romanzo che è stata l’Italia degli ultimi trent’anni. La nostra storia come non l’avete mai letta.

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Recensioni: le vostre…e le altre

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98 commenti per Recensioni: le vostre…e le altre

  • Pablo

    Ciao,il libro è splendido, ma perchè non si parla del rapimento di Emanuela Orlandi e del caso Ludwig? Cordiali saluti.

  • Antonio Di Cosola

    Credo che a pagina 468 (anno 1996) ci sia un refuso concernente i voti ricevuti dalla Lega nelle votazioni del 1996.
    Il quantitativo citato è pari a 37.776.000 voti; è un valore evidentemente abnorme e, con evidenza, conseguenza di un errore.

  • Antonio Di Cosola

    In questi giorni di fine agosto, sto finendo di leggere questo libro che ci ha dato la possibilità di leggere gli eventi del periodo considerato in maniera organica altresì rivelando una trama che, nel tempo, ha avuto modo di concretizzarsi e, a seguito di questa pregevolissima analisi, di manifestarsi. Nell’interesse degli italiani, il contenuto del libro dovrebbe essere trasposto in media più agevolmente fruibili come, ad esempio, filmati che, ragionevolmente, dovrebbero essere trasmessi dalla RAI. Sono certo che ciò, prima o poi, accadrà (si tratta di Storia, della Storia italiana); cerchiamo di fare in modo che accada prima.

  • PAOLO

    Ho terminato il libro da pochi giorni e lo stò raccomandando a chiunque. Finalmente un libro di Storia Contemporanea che è anche un romanzo e che è costruito in maniera veramente moderna ( penso anche all’innovativo uso delle fonti). Vengono raccontate cose che tutti sappiamo o dovremmo sapere ma in più c’è una trama, un filo conduttore: è il percorso che spiega come siamo diventati il popolo delle libertà… Sarebbe bella una lunga trasmissione in stile documentario anche su nuovi canali satellitari ( Current ) che approfondisca e diffonda le idee espresse nel libro.

  • paolo maria montaldo

    Mi correggo (e fa un po’ ridere, visto il fine del precedente messaggio): sono 31 e non 30

  • paolo maria montaldo

    Segnalo un errore (e se è già stato rilevato, chiedo venia): i capitoli sono 39 - e non 38 come scritto nell’introduzione - perché il 1978 va contato. Chiedo scusa per la pedanteria, ma…”è per la precisione”.
    P.M. Montaldo

  • Chiara Barone

    Ho la mia copia di “Patria” sul comodino da un paio di settimane, sono arrivata al 1983. Grazie a questo libro, già adesso, posso ufficialmente dichiararmi ignorante in Storia. Ignoravo il ruolo di molti italiani nella P2, ignoravo diversi dettagli della strage di Ustica e di quella di Bologna, ignoravo molti dei risvolti del caso Moro. Perché queste cose non le studiamo a scuola? Perché noi 20enni non ci informiamo abbastanza su quanto è accaduto nel nostro Paese? Eppure io non mi ritengo una persona fuori dal mondo, che non si interessa di quanto le accade e le è accaduto intorno. E allora perché sono così piena di lacune?
    E’ un libro che ti obbliga a riflettere, pagina dopo pagina. Si legge bene, è avvincente come un romanzo ma esauriente e organizzato come un buon libro di Storia, è scorrevole anche quando tratta vicende particolarmente complesse. Non riesco a perdermi nemmeno quando si parla di avvenimenti a me del tutto sconosciuti.
    Mi auguro che in futuro questo libro possa “allargarsi”, includendo periodicamente la storia degli anni successivi al 2008.
    Tanti complimenti a Deaglio: per l’idea, per la capacità di “scrivere di Storia”, per la struttura del libro, per la chiarezza.
    E complimenti anche ad Andrea Gentile, mio coetaneo e amico, che mi sembra abbia fatto un lavoro “grande”, oltre che grandioso. Prima che da amica, da 24enne sono orgogliosa e felice di sapere che in Italia c’è almeno un mio coetaneo in grado di portare a termine egregiamente un lavoro del genere.
    A proposito di ciò, concedetemi una piccolissima polemica: se il “neanche trentenne” difetta di memoria storica, desumo che nessuno al mondo potrebbe mai scrivere un libro sulla storia dell’Antica Grecia…
    Saluti.

  • VITTORIO NAVACCHIA

    Chiedo scusa se quello che sto per scrivere non è un racconto, bensì un quesito che non mi molla da quando ho letto le pagine del libro inerenti all’anno 88 e all’articolo di Sciascia. Non mi è chiaro se ciò che accadde nei confronti di Borsellino fu una promozione a procuratore della Repubblica fortemente caldeggiata per allontanarlo dal pool e se il senso dell’articolo fu far emergere questa realtà.
    Insomma, fatico un po’ a “leggere” fra le righe e, di pari passo con l’incomprensione,il rovello s’ingigantisce.
    Qualcuno sarebbe così gentile da venirmi in soccorso, onde evitare altre notti insonni?
    Ringrazio anticipatamente scusandomi ancora per l’appropriazione indebita di questo spazio.

    Vittorio

  • serenella

    Ho appena finito il libro e mi è piaciuto moltissimo. Mi piace la forma in cui è stato scritto, anno per anno, in molti casi è stato illuminante riscoprire il susseguirsi di avvenimenti che ricordavo, ma non collocavo temporalmente.(Questa copia sarà letta almeno da altre due persone) Grazie ai due autori
    serenella

  • antonella zagaroli

    Caro Deaglio, ancor più caro dopo aver letto tutto il libro.
    Io ho già scritto precedentemente quando ero a un terzo del testo ed ho quindi espresso le mie idee che non posso che confermare.
    Sì è vero ci sono molte inesattezze ma molti lettori hanno provveduto a segnalarle quindi mi asterrò.
    Vorrei aggiungere, ora, a lettura finita un piccolo suggerimento: è vero che gli ultii anni sono quelli più difficili da narrare ma dal 2005 compreso le notizie segnalate non sono molte, ci furono da allora molti più avvenimenti internazionali che sono da collegare alla storia d’Italia. Il 2008 è molto scarno nel libro ma pieno di accadimenti significativi per la “patria”(?). Perché nella successiva edizione o meglio nell’auspicabile terza edizione non aggiungete altro materiale? E’ vero ci saranno altre ricerche da fare ma Gentile certo non si tirerà indietro nello splendido lavoro di ricerca delle fonti.
    Avrei voluto segnalarvi una chicca recentissima (07.08.09) da grande fratello orwelliano accaduta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri in questi caldi poco frequentati giorni e che diventerà attualissima a Settembre “prbabilmente”, ma il sistema non me lo permette e quindi potete contattarmi in modo che possa inviaverlo.
    Per ora auguri e a presto con nuove edizioni.
    Antonella Zagaroli

  • valeria

    Carissimo Deaglio,

    anche io ho letto “Patria” e vi ringrazio infinitamente per questa impresa della memoria, così importante per la storia del nostro paese, che continuamente si tenta invece di opacizzare, nascondere, stravolgere.

    Dunque innanzitutto GRAZIE. Lo diffonderò il più possibile.
    ( anche perché credo che, nonostante si dica che si sappia già tutto, o quasi,in realtà ho la sensazione che la maggioranza degli italiani ignori, non sappia, non ricordi, non abbia capito, non ci creda).

    Vorrei solo fare un’osservazione che ritengo importante.
    (lo so, ognuno ritiene che manchi qualcosa, accade per forza, ma questo mi sembra veramente importante)

    Riguarda i movimenti studenteschi e universitari che in questo trentennio ci sono stati e che sono stati capaci di captare l’aria che si andava via via respirando, dando luogo ad enormi contestazioni, che questo libro non ha registrato. Un’assenza secondo me non marginale.

    Non credo infatti che le proteste dei licei nell’85 , delle università nel ‘90 e nel’94, dei licei insieme alle università nel 2008, siano fenomeni secondari.

    C’è un filo rosso che li unisce ed ha a che fare con la privatizzazione della scuola, della ricerca, con la mafia,con il potere del Vaticano nello Stato laico, con la formazione allargata a tutti.

    L’istruzione è un tema che troppo spesso la sinistra e il centro sinistra dimenticano nelle loro agende politiche. E questo trovo sia molto grave.

    - Il movimento dei licei dell’85 si batteva contro l’allora ministra Falcucci, democristiana, e principalmente contro la proposta di finanziare con denaro pubblico le scuole private(che sono per lo più cattoliche, si sa).
    Non c’era solo un problema di infrastrutture fatiscenti, come si accenna nel libro.
    Ci si batteva per la laicità dello Stato e anche delle scuole, dove l’ora di religione cattolica, in molto licei, grazie al movimento, è stata trasformata in ora di storia delle religioni, oppure ora di economia e diritto, e altro.

    - Le occupazioni durate mesi nel ‘90, ribattezzate come “movimento della Pantera”( poichè proprio in quel periodo una pantera era fuggita dallo Zoo),
    sono iniziate a Palermo, per poi proliferare in tutta Italia.
    Perchè proprio Palermo?
    Perchè la riforma Ruberti(socialista,allora Ministro dell’Istruzione)ratificava e incentivava il finanziamento delle imprese private per la ricerca scientifica e non,che in Sicilia significava con grande probabilità far entrare nelle università il capitale mafioso.

    Per questo quell’università s’incendiò per prima, e poi quella di Roma.
    E per questo Santoro, con la trasmissione “Samarcanda”, volle incontrare gli studenti insorti, provocando poi, come un detonatore, l’esplodere della protesta in gran parte delle università italiane. ( ma anche le università inglesi appoggiarono questo movimento. Insomma fu di risonanza europea)
    All’epoca per comunicare non si usava ancora internet, ma il fax.

    - la protesta del 2008, infine, contro la riforma Gelmini, è stata imponente, soprattutto indirizzata contro i tagli alla ricerca, all’istruzione, alla possibilità( ridotta) di assunzione nell’ambito accademico, alla riduzione del tempo pieno penalizzando le famiglie di lavoratori, alla cancellazione delle piccole scuole, penalizzando i piccoli centri.

    Tutte queste generazioni inoltre hanno in gran parte infoltito quel sostanzioso movimento pacifista, contrario alle politiche mondiali del WTO e del Fondo Monetario Internazionale, al precariato, alla guerra in Afghanistan e in Iraq, alle semenze geneticamente modificate,
    favorevole alla cancellazione del debito pubblico dei paesi in via di sviluppo, alla redistribuzione delle risorse,alla tassa sui grandi capitali finanziari, che si identifica con il World Social Forum ( malamente e erroneamente chiamato “no global”), e che a Genova è stato massacrato e disperso.
    Si parla di Genova nel libro, ma non si parla del movimento in cui confluivano e continuano a confluire un’infinità di associazioni ancora esistenti , di sinistra e cattoliche).

    Anche tutta questa è storia degli ultimi 30 anni, e sarebbe una lacuna enorme non menzionarla affatto nei tanti eventi.

    Non crede che sarebbe buono, in una seconda edizione, inserire tutta questa parte?

    Sono nata nel 1970. Questo trentennio mi appartiene, come a tutti quelli della mia generazione.

    Non fa piacere essere così “invisibili”, non crede?

    Grazie moltissimo ancora per il vostro importantissimo e bellissimo lavoro,

    con stima e riconoscenza,

    un caro saluto,

    Valeria

  • Giovanni Pluchino

    Salve, sono nato nel 1971 a Roma da famiglia siciliana, adesso vivo e lavoro nella mia terra dopo aver girato un po’ l’italia, voglio solamente testimoniare che ho letto il libro in 3 giorni (per me è un record!). E’ proprio vero che Sciascia aveva ragione, la “linea della palma” è arrivata da tempo a Nord….. Da circa un paio di anni in Sicilia è arrivato un insetto (il punteruolo rosso) che a poco a poco…. crea buchi… e lascia le proprie uova all’interno della pianta, i suoi figli ne mangiano il cuore e la pianta pian piano si spegne…..
    La natura è fatta di equilibri interconnessi la società politica pure, alla fine tutto raggiunge l’equilibrio, oppure semplicemente finisce….

  • mario

    buongiorno ho letto nel suo libro apg.703-704 ” lo strano caso dei Testimoni di ggeova” delle inesattezze.
    Solo per amore della conoscienza vengo a scrvervi, non per altro.
    I testimoni di Geova in Italia e in tutti i paesi dove il voto è un diritto e non è imposto da paesi totalitari,non si presentano mai alle urne, per cui è inesatta la sua affermazione che “potrebbero votare scheda bianca o annullarla”.
    Sarebbe poco etico e banale, presentarsi alle urne quando non votiamo, e non è necessaria la nostra presenza.
    Diverso è in paesi totalitari, dove li si è OBBLIGATI adandare alle urne, in quel caso non voterebbero, ma userebbero una scheda bianca o l’annullerebbero.

    Ringrazio per lo spazio per la critica, è sinonimo di grande intelligenza e libertà.
    Complimenti per il libro, sintetico e manifesta gli avvenimenti in maniera diretta senza fronzoli.
    ed ho notato anche una informazione non manipolata dalle sue scelte politiche, molto omnesto e obiettivo. grazie Mario G

  • Federico Pozzi

    Mi scusi per l’errore di battitura (ho scritto DeAlgio anzichè Deaglio)quando (e se qualcuno potrà (o saprà) rispondere alle mie precedenti otto domande ho un osservazione da fare
    1) da quanto mi è dato saperlo al Divo Giulio il film “Il Divo” non è piaciuto (mentre lei scrive che lo ha gradito) una nuova domanda mi è sorta spontanea questa come mai negli anni settanta c’erano tifoserie rosse (per esempio Roma e Milan) e Nere (Lazio e Inter) mentre oggi sono tutte solo nere (salvo il Livorno )quando è cominciato e come è avvenuto questo cambiamento ?
    Ringraziando chiunque mi risponda per la pazienza
    Federico Pozzi (studente appassionato di storia)

  • antonella zagaroli

    Sono una poetessa, fuori della logica delle lobbies e quindi conosciuta ma non molto, sono nata nel 1955 molta parte della mia giovinezza rientra quindi completamente nella storia di Patria. Il libro trovo abbia una struttura narrativa estremamente efficace per raccontare avvenimenti storici. Il tempo presente e l’andirivieni con anticipazioni di notizie degli anni successivi permette una fantastica memorizzazione del tutto e soprattutto, se letto tornando indietro ricercando le informazioni contenute in un altro anno, offre la possibilità, poco frequentata, di fare continue connessioni fra uomini, date, avvenimenti.
    Sono arrivata ad un terzo del libro e ho avuto il desiderio di cercare di scoprire se era possibile contattare Deaglio. Ho cercato nel testo un appiglio, poi ho letto il risvolto di copertina. Sì perchè, questa lettura così piacevole e per nulla scontata, nonostante fatti che molti di noi conoscono per averli vissuti, dà ragione a quanti di noi, e io sono una di quelli, avevano già compiuto quest’opera di connessione di avvenimenti fra loro apparentemente lontani e diversi, magari sentendosi dire che era fantapolitica, fantastoria. Trovare un libro di storia, perchè di questo si tratta, senza plateale prese di posizione, strutturato con un lavoro certosino di ricostruzione di un puzzle complesso come quello della storia d’Italia di questi ultimi trent’anni, non è cosa facile, specialmente di questi tempi. E’ un libro per la mia generazione ma anche e forse soprattutto per i giovani ignari di tutto, imbottiti di televisione e di informazione ormai manipolata al 70%.
    Sì ci potrà essere qualche avvenimento non trattato, come ho letto qua e là da alcuni lettori, ma la sintesi che ognuno di noi può fare collegando i vari fili, anche letterari e musicali citati - sulla cui scelta posso a volte non essere d’accordo - chiarisce la via di volta in volta presa dal pensiero politico, intellettuale, istituzionale, culturale - forse anche quelle scelte culturali non condivisibili credo comunque seguano la logica di chiarire la via verso la quale l’Italia si stava avviando-.
    Leggendo Patria non mi sono sentita sola o fra pochi nelle mie elucubrazioni sul come siamo arrivati al degrado comportamentale della maggioranza dei singoli e della colletività. Molto è stato costruito a tavolino anche a prescindere dalle maggioranze politiche succedutesi negli anni, e se non a tavolino con una sceneggiatura precisa quantomeno con un canovaccio preciso e con un casting scelto e rimodellato ogni volta a seconda delle esigenze.
    Grazie Deaglio e grazie anche a Gentile, giovane stupendo ricercatore perla e/o pecora nera (che però sono la stessa splendida cosa perchè comunque costituiscono una rarità) a seconda di chi legge e decide di abbandonarsi al proprio intuito di lettore, alla propria libertà di discernimento.

  • Federico Pozzi

    Carissimo Dottor De Algio ho 22 anni sono nato da genitori figli (politicamente) del ‘77(quelli Brutti e Cattivi non i “Buoni” del ‘68) devo dire che ho apprezzato molto il suo libro l’ho letto tutto d’un fiato penso meriti un posto nella biblioteca storica accanto al “Secolo Breve” di Hobsbawm detto ciò vorrei chiedere a lei (o a chiunque altro che frequenti questo sito) di rispondere ad alcune domande che mi sono sorte leggendo il suo libro siccome sono tante (circa duecentomila) mi limiterò solo a quelle che mi sono venute in mente adesso
    1)Nel 2001 è morto Carlo Giuliani e ci sono state le torture di Bolzanetto risultato poliziotti assolti o promossi poi qualche anno dopo (sempre con Berlusconi al Governo) è morto Gabriele Sandri l’omicidio è sato giudicato come “Preterintenzionale” 6 anni al poliziotto (l’accusa ne chiedeva 14) che nel frattempo non è stato sospeso stiamo tornando ai tempi in cui la polizia sparava ?
    2)Quanti miliardi sono andati effettivamente in fumo con il crack della Cirio e con quello della Parmalat ?
    3)E’ stata istituzzionalizzata la “Giornata della Memoria” in ricordo delle vittime della shoà perchè nessuno si è ricordato che tra quelle vittime c’erano molti di etnia Rom e Sinti (Zingari come li chiamano spregativamente) dimenticanza collettiva o omissione criminosa ?
    4)E’ stato da poco reintrodotto il rato di “Offesa a pubblico ufficiale” nel pacchetto sicurezza (fino a tre anni di carcere !!!) che cosa si intende per Offesa ?
    5)Come è stato possibile che Tifosi di Roma e Lazio siano riusciti a devastare mezza città assediando caserme (senza parlare degli scontri di Catania dove è morto Filippo Raciti) quando nessuna manifestazione per quanto partecipata e violenta c’era mai riuscita ?
    6)Quanti Miliardi in Petroldollari l’Eni ha guadagnato per la partecipazione dell’Italia al conflitto in Iraq e in Afghanistan ?
    7)Perchè è stata scelta come simbolo la casalinga di Voghera e non quella che so di Bel Forte del Chienti (Ma) o di Orbetello (Gr) o qualsiasi altro sperduto comune italiano ?
    8)Sà che Farbizio Quattrocchi prima di morire avrebbe in realtà detto :”Guardate come muore un CAMERATA italiano ” ?

  • Dina Labbrozzi

    Ho letto questo libro (bellismo!)con molta attenzione e grande coinvolgimento. Sono nata nel 1964, è stato un viaggio intenso nella Storia che ha intercettato le mie storie: gli anni del Liceo, l’università, i figli. Ho scoperto di essere parte di quel “ceto medio riflessivo” che non accetta di essere anestetizzato e che conserva, insieme a un briciolo di dignità intellettuale, una robusta memoria degli eventi. Ho molto apprezzato i riferimenti alle musiche (le colonne sonore di un certo tempo) ed ai libri. Un sincero ringraziamento agli autori!

  • Andrea Gentile

    Caro Antonio, l’appendice è sviluppata tematicamente e non secondo l’ordine dei paragrafi del testo. L’idea è che è possibile leggere le note anche in sequenza come microtesti bibliografico-tematici. Come vedrai così le note 12 e 13 si riferiscono al Summit (Hotel Regency, pag. 63-64) e all’uccisione dell’avvocato Ambrosoli (pag. 64). Intanto ti ringrazio per l’attenzione con cui stai leggendo “Patria”. A presto, grazie.

    Andrea Gentile

  • antonio

    Sto leggendo il libro ma credo manchi qualcosa!!…
    A pag. 59 (1979) termina il paragrafo su Michele Sindona con la nota (11); nella stessa pagina inizia un nuovo paragrafo che finisce con la nota (14).
    A pagina 767 trovo la nota (11), (12), (13) e (14)…
    Sbaglio io o dove sono i paragrafi relativi? Se effettivamente mancano nella copia del libro in mio possesso, potete inviarmeli al più presto per e-mail?
    Buon lavoro

  • Un film tanto meraviglioso da leggere quanto angosciante da vivere.
    Non smettete con gli annales.
    Elena

  • Fabio

    Buongiorno a tutti.
    A pag. 700 di “Patria” si fa riferimento all’uccisione di J.F. Kennedy “… perché la mafia si mobilitò per lui (anche se tre anni dopo lo fece uccidere a Dallas, Texas)”. Nelle note, si cita, come fonte dell’informazione, il libro “American Tabloid” di J. Ellroy.
    Recentemente ho letto un libro scritto da Vencent Bugliosi, intitolato “Reclaiming History”, edito da Norton, nel quale tutte le teorie sul coinvolgimento nell’assassinio da parte di CIA, FBI, Mafia, esuli cubani, ecc., sono da ritenere prive di qualsiasi tipo di prova. L’autore, ex procuratore generale a Los Angeles (divenuto famoso in USA per aver istruito il processo a carico di Charles Manson), sostiene, producendo una corposa documentazione, l’assoluta autonomia di Lee Oswald come unico colpevole del fatto.
    Non so se sia più autorevole il libro di V. Bugliosi (non tradotto in Italiano, che io sappia) oppure quello di Ellroy, però devo ricordare che il secondo è un romanzo, mentre il primo è stato pubblicato nella collana History della casa editrice Norton…
    Saluti a tutti

  • Roberto

    Ciao a tutti

    vi segnalo un’altra piccola imprecisione: il generale Dozier mi sembra che venne liberato a Padova e non a Udine

    R

  • cremonesi flavia

    precisazioni:
    Giusva Fioravanti bambino prese parte alla”Famiglia Benvenuti”,non la “Famiglia Mattei”,che è un’altra e purtroppo vera storia.E il claim della Milano da bere era dei Weather Report,con la “T” finale.

  • Marta Barone

    L’unica cosa che mi sento di dire è: grazie.

  • Innanzitutto i miei vivissimi complimenti per questo fantastico libro. Vorrei segnalare una piccola cosa, sperando sia utile per la ristampa: a pag. 365 non è chiaro che Francesca Morvillo è morta la sera in ospedale.
    Grazie, si sentiva la mancanza di questo libro!

  • Gianluca

    Ciao Enrico,
    sono del 74 quindi all’epoca dei primi fatti narrati ero un bambino e ne avevo memoria (non di tutti, ovviamente) solo per le letture successive.

    Due grandi pregi del libro per me:

    1 - la voglia che ti lascia di approfondire, io ad esempio ho estratto dalla mia libreria un vecchio libro mai toccato della Padovani che intervista Falcone e sarà la mia prossima lettura.

    2 - l’utilizzo di mezzi non convenzionali per raccontare fatti storici: penso in particolar modo alla chat di diario in occasione del crollo delle torri gemelle del 2001.

    Saluti,

    Gianluca

  • Caro Enrico,
    ti mando questo link

    http://www.stefanorolando.it/index.php?option=com_content&view=category&layout=blog&id=29&Itemid=2

    al mio “Quarantotto” (Bompiani, 2008) che è un rimando oggettivo a tante pagine del tuo “Patria”.
    Sto leggendo “Patria” , con vivo interesse e lo recensirò su “Mondoperaio”, che ha ripreso le pubblicazioni con la direzione di Gigi Covatta.
    Molti cari saluti
    Stefano Rolando
    stefano.rolando@yahoo.it
    http://www.stefanorolando.it

  • stefano

    ho terminato ieri sera il libro. bello e indubbiamente interessante, anche se mi ha un po’ deluso sotto il profilo dell’imparzialità e dell’obiettività. purtroppo anche deaglio non riesce a smarcarsi dal solito clichè del berlusconi signore del male e de benedetti imprenditore illuminato libero da ogni macchia, e il libro forse risente dell’ossessione berlusconiana che anche deaglio non riesce ad evitare. Inoltre non condivido l’uso che deaglio fa delle fonti: utilizza alternativamente sentenze o articoli e testimonianze secondo la convenienza, l’importante è che servano a dimostrare le sue tesi, per non parlare del giudizio che traspare in merito ad alcune sentenze o ad alcuni giudici, i quali sono indiscutibili artefici della giustizia quando indagano e condannano berlusconi e andreotti e i loro compari, mentre sono dei corrotti prezzolati quando li assolvono o indagano in altre direzioni. Non credo sia questo il modo più corretto di fare informazione: mi piacerebbe poter leggere un libro, un quotidiano, una rivista che si pongano l’obiettivo di informare, non di indottrinare…

  • Giovanni Golotta

    Ho comprato il libro ieri e sono arrivato a pag.95.
    Ho trovato il libro interessante ( da vecchio lettore di Diario ed estimatore di Deaglio ho comprato ero che sarebbe stato così già prima dell’acquisto).
    Tuttavia debbo segnalare due cose:
    a) la prima attiene alla fonte dell’affermazione attribuita a Luciano Liggio a pag. 55 circa la quale vi sarebbero stati tre differenti tipi di trattamento riservati alle vittime dei sequestri di persona graduati un po’ come quelli degli ospiti di alberghi ( ad una, tre , cinque stelle).Lo chiedo per curiosità perché da calabrese ho sempre pensato che il “settore” fosse gestito in regime di qusi monopolio dagli ‘ndraghetisti dell’Aspromonte e della locride.
    b) non so se è stato già segnalato perché non ho letto gli altri commenti ma a pag. 95 c’è un errore: lo sceneggiato Rai del quale fu protagonista Giusva Fioravanti non era :<>come indicato nel libro ma :<>. Me lo ricordo perché, allora ragazzo, lo vedevo ogni settimana.
    Grazie per lo spazio. Ora proseguo nella lettura.
    Dovessi trvare qualcosa mi rifarò vivo.
    Complimenti comunque e tanti cordiali saluti.
    Giovanni Golotta

  • Giuseppe

    E’ inevitabile che in 900 pagine (sempre “puntute”, come si dice in Sicilia) ci siano alcune inesattezze.
    ne avevo segnate molte, che ora vedo segnalate. Me ne rimane una,.

    A p. 503, tra le figure sociali emergenti del 1997, si parla di “badanti”.
    Nei rimandi a p. 853 si parla delle altre figure, ma non di “badanti”, che infatti non mi risulta attestato se non molto sporadicamente (una decina di volte dal 1989 al 2001).
    E’ importante invece ricordare che l’uso del volgarissimo e derogatorio “badanti” è stato rilanciato da un intervento televisivo di Bossi, nell’autunno 2002, dove è evidente l’uso dispregiativo, che segna un termine cui molti non si sono piegati.

  • cesare

    L’operazione è lodevole ma, ragazzi, non ci siamo: sono arrivato appena a pagina 142 e già mi sono imbattuto in tre castronerie (e chissà su quante altre la mia memoria di 52enne ha sorvolato per disattenzione).

    pagina 35: ai funerali di Moro, Paolo VI NON HA ASSOLUTAMENTE detto “Perché non mi hai ascoltato?”; non ricordo esattamente la frase (che secondo me era “Non hai voluto ascoltarci”), ma il Papa non si esprime MAI in prima persona e, comunque, non con quella frase. Se si usano i virgolettati, poi bisogna essere sicuri, parola per parola, di quello che si scrive.
    pagina 36: come vi viene in mente di scrivere che, quando Di Cristina va dai carabinieri nel 1978, i nomi di Totò Riina e Bernardo Provenzano, siano “nomi che i carabinieri non hanno mai sentito prima”? Ma volete scherzare? Già dal 1958 sono ricercati e accusati dell’omicidio del boss Michele Navarra e, dai primi anni ‘60 sono latitanti. Ma per cortesia!

    pagina 95: il serial tv in cui compariva il giovane Giusva Fioravanti era “La famiglia Benvenuti”, non “La famiglia Mattei”, temo che Freud in questo lapsus c’entri moltissimo.
    Stimo molto Enrico Deaglio, che leggo dai tempi di ‘Reporter’, ma da lui certi errori storici non me li sarei mai aspettati e forse bisognava che si facesse aiutare non da un neanche 30nne (che non avrà battuto ciglio, come dice il risvolto di copertina, ma forse era meglio se lo batteva e stava più attento) che sarà sicuramente bravo, ma difetta per ragioni di età di una certa memoria storica.

    Mi mancano ancora molte pagine e spero di non dover più intervenire per segnalare errori.
    Saluti
    Cesare Stradaioli

  • Andrea

    Sto leggendo il libro e lo trovo semplicemente avvincente. Qualcuno ha scritto che dovrebbe diventare un testo di storia contemporanea per le scuole superiori (ammesso che la facciano): sono completamente d’accordo! E sono ancora più d’accordo con Adriano Sofri che alla presentazione del libro alla Feltrinelli di Firenze disse che il bello di questo libro sarebbe anche quello di aprirlo a caso e riflettere su quell’argomento. L’ho già fatto con alcuni amici e garantisco che ne vale la pena, altro che le partite a carte, Risiko e simili!!

    Un saluto al Dott. Deaglio, a cui rinnovo il motto che già gli dissi a Firenze: ormai mi fido solo di chi in televisione non ci va e/o non ce lo vogliono

    Continui così!

  • così ho segnalato Patria 1978-2008 agli iscritti di FabioNews

    l’ho comprato e lo sto leggendo…
    ed è come fare un lungo viaggio
    un viaggio che consiglio a chiunque sia convinto che la memoria sia fondamentale per capire il presente e, magari, per provare ad agire di conseguenza
    per sapere chi siamo, da dove veniamo, perché le cose stanno come stanno
    è un libro bello da leggere perché è scritto al presente e perché ogni vicenda narrata non occupa di solito più di un paio di pagine così che lo si può assorbire piano piano, lasciando a se stessi il tempo di confrontare i fatti accaduti con quelli che erano rimasti impressi nella nostra memoria, con ciò che ci era stato dato di sapere all’epoca
    ciao
    marco

  • stefano

    Il libro è da un lato interessantissimo, e viene voglia di proporlo come tsto per educazione civica o simili…..dall’altro è pessimista (ma un pessimista è un ottimista ben informato, diceva qulacuno…), la storia d’Italia appare solo per il negativo; forse si potrebbe scrivere qulacosa di analogo guardando agli entusiasmi, alle sofferenze, alle compartecipazioni, agli slanci e tensione positive n tanti settori e in tante parte della società civile; ma capisco bene lo scopo primario. Va bene così.

    Piccoli particolari:

    . pag 245, 1987 : chi si è espresso contro il nucleare in Italia non è l 70-80 per cento dei cittadini che sono chiamati alle urne, ma il 70-80 per cento di chi ci è andato ; l’abrogazione delle tre norme sul nucleare fu decisa da una percentuale compresa fra il 41 e il 46 per cento degli aventi diritto al voto

    . pag 682, 2006: il dgma dell’Immacolata concezion non significa affatto ( anche se molti lo pensano) che “Maria non è nata da una congiunzione carnale, ma da opera dello Spirito Santo”, ma solo, come si dice dopo, che è nata senza peccato originale…
    Per quanto ciò possa cambiare le nostre vite….

  • benedetta

    siamo al regime vero!!!
    nel film una notte al museo 2, visto con mio nipote, si parla di “veline, ciarpame!” e di berlusconi erede di Napoleone e il più amato dagli italiani, con polemiche sul doppiaggio…
    vedere per credere
    http://www.cineblog.it/post/16548/una-notte-al-museo-2-recensione-in-anteprima
    AIUTO!!! FACCIAMO QUALCOSA!!!

  • Alfredo

    Sei stato fantastico Enrico.
    Hai saputo raccogliere e riassumere in un romantico manuale quel romanzo angoscioso e affascinante che è la storia italiana.

    Ho appena cominciato a leggerlo a stralci, come te peraltro ha consigliato di fare nell’introduzione, ne sono pienamente soddisfatto.

    Un piccolo (ma simpatico ) errore: a pag.468, (anno 1996), quando racconti i risultati delle elezioni politiche, hai dato 37 milioni e rotti di voti alla Lega.
    Alla faccia. :-)

  • Michelle

    Avevo già scritto a Deaglio ai tempi di BELLA CIAO e lui mi aveva poi mandasto uns copia del libro seguente.Sono rimasta veramente toccata per questo rimergere di sensazionim 2quando uno ti clicca addosso. Per me è come un lunario. Lo leggo alla sera, a letto, e -data la mole- sono stata costretta a dividerlo fisicamenti in gruppi di fogli (praticamente QUINTERNI). Grazie.

  • Gianfranco

    Come mai della tragedia del Cermis c’è solo un rimando (quando parla della morte di Calipari)?

  • nello calabrò

    qualche(futile)precisazione riguardante la memoria cinematografica di Enrico Deaglio ed una domanda:
    1) I cancelli del cielo di Cimino: nella battaglia finale del film gli immigrati non vengono sterminati, stanno anzi vincendo,anche se con perdite terribili, ma arriva la cavalleria che, forse unica volta nella storia del cinema non certo nella Storia, salva i cattivi,gli allevatori.(pag. 96)
    2) E la nave va di Fellini: la crociera sulla nave del titolo non è della borghesia italiana ma di un’intera classe europea, borghese ed aristocratica.Le ambizioni artistiche di fellini vanno ben oltre casa nostra. (pag176)
    3)A qualcuno piace caldo di Wilder: la festa dei mafiosi italo americani non si svolge sotto “l’insegna” dell’opera dei pupi ma dell’opera (lirica).

    La curiosità: perchè nel paragrafo sulla strage di via Fracchia di tutti i brigatisti viene data l’età tranne che di Riccardo Dura? comunque Riccardo Dura aveva 30 anni essendo nato a Roccalumera in provincia di Messina nel 1950 (a meno di “cento passi” da casa mia).(pag 89)

    ps: il libro è bello e utile. Non sarebbe male come testo per le scuole superiori. Se la storia contemporanea esistesse per le scuole superiori.

  • Alcune pignole osservazioni: spero possano essere utili nella ristampa.
    - A pagina 95, si cita lo sceneggiato televisivo “Famiglia Mattei”. Il titolo esatto era “La famiglia Benvenuti”.
    - A pagina 135 si dice che, per il capitano Bellodi del GIORNO DELLA CIVETTA di Sciascia, il modello sarebbe stato il generale Dalla Chiesa. In realtà, Sciascia (in un articolo del 1988 sulla Stampa, parlò esplicitamente di un ufficiale dei carabinieri suo amico, Renato Candida.
    - A pagina 167, si dice che (nel 1983) Craxi era segretario del PSI da sei anni. invece lo era da sette (essendo stato eletto nel luglio 1976).
    - Sempre a pagina 167, si accenna al coinvolgimento di alcuni socialisti nello scandalo Eni-Petronim. Giustissimo, ma il riferimento anche a Riccardo Lombardi può trarre in inganno: si può pensare che anche lui fosse coinvolto.
    - A pagina 193, terz’ultima riga, c’è un errore di stampa: “le ha promesso” invece di “gli ha promesso”.
    - A pagina 196, sempre alla terz’ultima riga, c’è un errore di stampa. “Epresso” invece di “Espresso”.
    - A pagina 257 e in altre parti del libro, si parla della archetipica “casalinga di Voghera”. Tra i vari autori che la resero famosa, manca Nanni Moretti (in Sogni d’oro).
    - Vari nomi (ad esempio Ghidella citato a pagina 307) mancano poi nel’indice analitico.
    - A pagina 337, inizio ultimo paragrafo, c’è un errore di stampa: “coma da copione” invece di “come da copione”.
    - A pagina 404 c’è un conteggio delle vittime del terrorismo “rosso”. Manca un analogo bilancio di quelle del terrorismo “nero”.
    - A pagina 419, terzo paragrafo, errore di stampa: “chi ti non ti immagini” (il primo “ti” è errato).
    - A pagina 451, secondo paragrafo, non si capisce dove Mancuso abbia mandato gli ispettori.
    - A pagina 468, terzo paragrafo, i voti della Lega sono evidentemente sbagliati: non certo “37.776.000″.
    - A pagina 539, secondo paragrafo, errore di stampa: “non “dodoci ore” ma “dodici ore”.
    - A pagina 630, errore di stampa al primo paragrafo: “applauditissmo” invece di “applauditissimo”.
    - A pagina 648, primo paragrafo, il riferimento dei “Promessi sposi” è impreciso: fra Cristoforo sciglie il giuramento di Lucia e non di Renzo.
    - A pagina 712, primo paragrafo, si parla delle “altre quattro cariche istituzionali”. In realtà si tratta di tre (presidente Camera, presidente Senato, presidente Repubblica).
    Un cordialissimo saluto.

  • Sul mio blog ho scritto:
    PATRIA (di Enrico Deaglio) ovvero “come la criminalità organizzata è andata al potere”
    Ieri sera ho finito di leggere un avvincente librone (910 pagine, 750 di testo, 160 di note e riferimenti bibliografici). Patria (scritto da Enrico Deaglio che fu direttore del settimanale Diario) è il racconto dell’Italia dal 1978 (rapimento di Moro) al 2008 (ritorno al governo di Berlusconi). Utilizzando materiali eterogenei (sentenze giudiziarie, articoli di giornale, testimonianze, video su You Tube, forum sul Web, canzoni, film, altri libri, romanzi, interviste…), Deaglio corre (e chi legge con lui) attraverso tre decenni italiani. E li allinea in presa diretta, con capitoli brevi e compatti che sembrano microracconti e non danno mai nulla per scontato. Perciò, anche il lettore più giovane, anche chi non visse quel periodo personalmente, non si perde.
    La trama di fondo del saggio è molto semplice: come siamo finiti in questo disastro politico, culturale, etico e antropologico? La criminalità organizzata è veramente andata al governo del paese?
    Ma (come in tutte le storie che si rispettino) formicolano molte altre sottotrame: la crescente diffusione della droga, le grandi tragedie e i piccoli eroismi dell’immigrazione, l’economia sempre più controllata dalla mafia, come scappare alla giustizia, la televisione che crea la percezione della realtà, la vicenda politica e umana di Bossi, il ruolo di Prodi, lo sport, magistrati e poliziotti e cittadini coraggiosi e tanto ancora.
    Centinaia di frammenti (dalla morte di Pantani al G8 di Genova, dal Mondiale di calcio 1982 all’elezione di Ratzinger, dalla notte dei misteri elettorali del 2006 ai Pitura Freska col papa nero, dalla loggia massonica P2 alla sentenza Andreotti, dalla crisi della Fiat negli anni Novanta alla fantomatica terapia anticancro di Di Bella, dalle statue di madonnine piangenti sangue all’indulto) compongono un mosaico impressionante. Che, osservato bene, fa capire molte, molte cose.
    (http://lucianoidefix.typepad.com/nuovo_ringhio_di_idefix_l/2009/05/patria-di-enrico-deaglio-ovvero-come-la-criminalit%C3%A0-organizzata-%C3%A8-andata-al-potere.html)

  • Stefano

    Sabato scorso blitz in libreria. Tre acquisti. A costo di non dormire visti gli impegni quotidiani. Ma la lettura è una passione. Oltre che un esercizio essenziale di sopravvivenza culturale nella società moderna. Parto a leggere il testo che mi ispira di più. Patria 1978-2008. Enrico Deaglio “mi compra” con il titolo. Avevo da poco compiuto 12 anni in quel 1978 quado rapirono Aldo Moro. Un fatto che segnò la mia formazione culturale, per uno come me già da allora avido lettore e telespettatore delle trasmissioni di attualità (non posso dimenticare come negli anni a seguire divorai “la Notte della Repubblica” di Sergio Zavoli). Il libro parte proprio da quel 1978, ma di anno in anno si fa leggere con assoluta scorrevolezza, tra il bel racconto al presente senza eccessiva enfasi di commenti o interpretazioni e quei richiami a musica e letteratura che arricchiscono un gran lavoro di ricerca e selezione, destinato a mio avviso a restare un riferimento. E in questo testo ho riconosciuto la mia crescita, i miei percorsi, le mie critiche, le mie gioie, i mei dolori. Da italiano. Perchè, nonostante tutto, come Deaglio dice nel titolo, è la mia patria…e con orgoglio da italiano è giusto lavorare giorno dopo giorno per costruire un’Italia migliore. Io penso che non vi pentirete di leggere questo libro, come è successo a me. E magari ci confronteremo. Se qualcuno ne avrà voglia. Perchè uno sguardo al recente passato può cercare di farci orientare il futuro prossimo.

  • Alessandra Terranova

    Ho cominciato a leggere Patria due giorni fa, dopo aver sentito la presentazione alla libreria Feltrinelli di Firenze. Deaglio aveva ragione: un libro godibilissimo, nonostante la mole, intenso, se non altro perchè quello di cui parla, anche se a volte dimenticato, è stato comunque vissuto e attraversato.
    A parte questo, vorrei segnalare un piccolo errore: a pagina 95, parlando di Giusva Fioravanti, si dice che in televisione aveva recitato in uno sceneggiato dal titolo “la famiglia Mattei”. In realtà il nome di quello sceneggiato, uno dei primi di quel tipo della televisione, che ricordo bene per averlo visto allora, era “La famiglia Benvenuti”. Un’inezia, lo so, ma la precisione ci va sempre. Saluti e complimenti per l’ottimo lavoro.

  • Giacomo

    Comperato il libro ho letto le prime 50 pagine che meritano una riflessione lunga, visto l’incipit del capitolo 1978.
    Se posso farei però una domanda : l’on. Aldo Moro , per la sua politica favorevole all’entrata del PCI ,sembrava proprio essere un obiettivo completamente sbagliato . I dubbi di manipolazione delle BR , da parte di enti esterni , è una seria probabilità o solo un dubbio? La collocazione poi di via Gradoli , vicinissima alla zona della famosa banda della Magliana ,che la controllava in ogni punto , rende ancora più strano il fatto. Grazie

  • Giacomo

    è una antologia storica di rara efficacia. Mette di fronte ai fatti, al tempo , agli uomini . Si legge con rara semplicità . Ma mi obbliga a continui ritorni per riflette su quello che ho vissuto.
    Un sincero complimento a quelli che lo hanno composto

  • Antonio

    non trovo questo avvenimento nel libro o sbaglio?

    il caso Moby Prince
    10 aprile del 1991: il traghetto Moby Prince, appena uscito dal porto di Livorno, si schianta contro la petroliera Agip Abruzzo.

    La tesi ufficiale con cui si è sbrigativamente cercato di spiegare la tragedia al grande pubblico è nota: un banco di nebbia avrebbe avvolto la petroliera (lasciando però perfettamente visibili tutte le altre navi in rada). L’equipaggio della nave passeggeri era distratto da una partita di calcio trasmessa in tv. Il comandante del Moby aveva scelto una rotta rapida ma pericolosa per uscire dalla rada. Una combinazione di fattori concomitanti, dunque. Una distrazione e la solita, tragica fatalità.

    Perché quella sera non c’era alcun televisore nella plancia comandi del traghetto? Il radar era acceso e funzionante e la rotta scelta, prudente e sicura. E la nebbia serviva a nascondere qualcos’altro.

  • Ho appena cominciato a leggere il libro, dall’inizio, ma mi pare ci sia una mancanza da sanare: i funerali di stato ad Edgardo Sogno…
    una delle cose che non mi sono mai spiegato con limpidezza.

  • Manuela Gandini

    propongo a Enrico di presentare Patria, in autunno, nell’ambito di una mosta fotografica che racconti frammenti del trentennio con immagini di: Letizia Battaglia, Mario Dondero, Enzo Sellerio, Ferdinando Scianna, Berengo Gardin, D’amico Olivo Barbieri, Castella…
    Sarei felice di curare la mostra che dovrebbe trovare sede in un’istituzione milanese amica. Le foto farebbero continuare il libro con un altro linguaggio e darebbero l’opportunità di vedere anche un aspetto artistico tragicamente (ma non sempre) legato alla cronaca.
    fateme sapè
    ciao

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