1984
Curiosità, fatti eccezionali o semplici accadimenti. Vogliamo sapere come avete vissuto gli ultimi trent’anni, attraverso i vostri ricordi, grandi e piccoli.
Dal sommario di Patria:
Anno fatale. George Orwell vi ambientò il suo incubo (per quanto riguarda l’Italia sbagliò solo di dieci anni). Il dissidente russo Andrej Amalrik lo indicò come l’anno della dissoluzione dell’Unione Sovietica, sbagliando di soli cinque anni. Da noi, muore Enrico Berlinguer, sul lavoro.
Raccontateci il vostro 1984.


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Una precisazione:
Il feretro di Enrico Berlinguer non è stato portato da Padova all’aeroporto di Venezia in treno, ma bensì in macchina. Ai bordi della strada, per tutto il tragitto, due ali ininterrotte di folla salutavano Enrico per l’ultima volta.
Ricordo di avere aspettato il passaggio del corteo in Piazza Barche a Mestre, insieme a centinaia di persone. Ero tristissima.
a pagina 184 di Patria, nel capitoletto “Portofino, 24 giugno 1984. Toni Bisaglia, una morte in vacanza” al terzo paragrafo: “L’anno prima lo psichiatra Franco Basaglia, l’uomo che ha fatto chiudere i manicomi in Italia, viene aggredito a Padova durante una conferenza da un gruppo dell’ultrasinistra. Gli spaccarono diverse costole: confessarono che erano convinti che si trattasse del democristiano Bisaglia.” Franco Basaglia è morto, purtroppo e certamente, il 25 agosto 1980. Pertanto in ogni caso la citazione è cronologicamente inesatta. Vi è però un’altra inesattezza che ci riconduce ad una parte di verità dell’aneddoto citato. Nel 1977 (11-16 settembre), in occasione del III incontro del Réseau Internazionale di alternativa alla psichiatria che si svolse a Trieste, Lotta Continua e Autonomia Operaia aggredirono Franco Basaglia in una delle assemblee di quei giorni e gli ruppero una costola (una non varie). L’aggressione era dovuta proprio al fatto che Basaglia era Franco Basaglia e non a scambi di persone. Nel ‘77 al Réseau di Trieste il “movimento” rimproverava a Franco Basaglia la sua ‘autonomia dal dibattito politico’ sui problemi generali del conflitto sociale in atto. A Basaglia era chiesto di ‘passare il limite’ dello specifico (il manicomio che stava chiudendo e l’opera di deistituzionalizzaione, che pone al centro del processo come soggetti di cambiamento chi era considerato dalla sinistra, oggetto di trasformazione, allora si diceva sottoproletariato. Un po’ come se oggi si dicesse che anche gli immigrati, le prostitute, i rifugiati, etc, hanno il diritto di dire la loro….). Così, su una serie di questioni che ancor oggi sono devastanti ci fu anche un conflitto fisico. “Ciò che importava era riuscire a riportare costantemente il dibattito su un confronto con delle pratiche reali in cui anche le enunciazioni di principio acquistassero corpo e peso [..] consapevoli come siamo che i termini di vittoria e sconfitta sono parole del potere, che noi non vogliamo utilizzare” diceva Basaglia nella sua relazione conclusiva del Réseau. Ma la lettura di quegli eventi che Repubblica, Corriere, L’Unità e anche Lotta Continua diedero furono di “guerra delle parti”. Questo un anno prima del rapimento e morte di Moro, ma anche della legge 180, 194 e 833,(quella che ci ha dato diritto al servizio sanitario nazionale e che non mi pare citata a dovere) che dà l’incipit a questo bel libro.